Nel titolo di questo articolo c’è un’inesattezza. L’hai già individuata? Complimenti: sei sulla buona strada per diventare un bravo jutsuka (che, per chi non lo sapesse, non è una parolaccia, ma il termine con cui si indica il praticante di jiu-jitsu). Se, invece, non hai notato nulla di strano, non preoccuparti, ci riferiamo a un “errore” piuttosto diffuso: chiamare la divisa da jiu-jitsu “kimono”; in realtà, si chiama “gi” o “jiu-jitsu gi” (dove “gi” significa “vestito”).

Perfetto, la prima curiosità sul jiu-jitsu te l’abbiamo fatta conoscere. Prima di snocciolarne altre, ti diamo il benvenuto su questo blog e ci presentiamo. Noi siamo Stampa Ricamo e realizziamo patch personalizzate di ogni sorta. Sì, anche legate al mondo delle arti marziali. E, dal momento che siamo curiosi patologici, ci siamo messi a studiare l’universo del jiu-jitsu...

3 cose sul jiu-jitsu che ci hanno affascinato

Vogliamo condividere con te le cose più interessanti che abbiamo scoperto sul jiu-jitsu. Se sei un neofita della disciplina, queste curiosità ti saranno utili per conoscerla e comprenderla meglio. Cominciamo!

1. La parola jiu-jitsu può essere tradotta come “arte della cedevolezza” o “della delicatezza”. Strano per un metodo di lotta, non è vero? Abbiamo provato a capire quali virtù si celino dietro questo concetto ma, te lo confessiamo, probabilmente senza la guida di un maestro non è possibile comprendere fino in fondo. Crediamo però di essere riusciti a captarne il senso generale scoprendo uno dei princìpi cardine del jiu-jitsu: il jutsuka, prima di contrastare l’avversario, cede alla sua forza, sfrutta lo slancio delle sue mosse per far vacillare il suo equilibrio e, infine, colpirlo sui punti deboli.

Immagina quanta capacità di autocontrollo serva per mettere in atto tutto ciò, ma anche a quanto debbano essere sviluppati l’intuito, la prontezza e l’agilità del jutsuka. Alla base di tutto questo c’è non tanto l’allenamento fisico (pure importante, ovvio) ma lo studio del corpo umano.

2. Il jutsuka deve essere un fine conoscitore del corpo umano. Proprio così. In effetti, basta leggere un glossario del jiu-jitsu per rendersi conto di quanti termini siano relativi all’anatomia. Conoscere il corpo significa conoscerne le debolezze e, di conseguenza, permette di valutare anche l’effetto che sortirà sull’avversario un determinato colpo. Bisogna sapere, infatti, che in origine il jiu-jitsu era praticato dai samurai con intenti, come dire, non esattamente amichevoli... I famigerati guerrieri nipponici lo utilizzavano proprio con lo scopo di colpire punti vitali dell’avversario. Niente paura, però: oggi la pratica di quest’arte esclude i colpi pericolosi. 

Ma com’è nato il jiu-jitsu? 

3. Non ci sono notizie certe sull’origine del jiu-jitsu, ma abbiamo scoperto una leggenda davvero suggestiva, la leggenda del salice e della neve, che ha come protagonista un uomo di nome Shirobei Akiyama, medico giapponese ed esperto di arti marziali. Ti raccontiamo la sua storia...

L’uomo, dopo aver vissuto in Cina per apprendere conoscenze sia nel campo della medicina che in quello del combattimento, tornò nel suo Paese sperando di fare fortuna proprio grazie agli studi fatti. Purtroppo, però, le cose non andarono nel verso giusto e Shirobei Akiyama decise di ritirarsi in meditazione. Non poteva sapere che questa “strada” l’avrebbe portato a diventare il padre di una nuova arte marziale. Cosa accadde?

Accadde che, proprio durante questo ritiro, nevicò, nevico molto. Shirobei Akiyama, attento osservatore, vide che il peso della neve spezzava i rami di molti alberi, seppur robusti. Solo il salice pareva non soccombere. Il suo segreto? Proprio la sua cedevolezza, la sua flessibilità. I suoi rami non opponevano resistenza alla neve, ma si piegavano e, così facendo, se ne liberavano. Esatto, questa immagine è ciò che, secondo la tradizione, ispirò Shirobei Akiyama a formulare il principio della cedevolezza di cui ti abbiamo parlato su, principio su cui poi sarebbe nata l’arte del jiu-jitsu.

Come si chiama il kimono da jiu-jitsu e altre curiosità

L’immagine del salice ha ispirato anche noi di Stampa Ricamo: ci siamo subito immaginati il salice ricamato sopra una toppa da cucire sul gi. Che ne dici? Non sarebbe una bella idea?  Siamo davvero curiosi di sapere cosa ne pensi. Scrivici la tua nei commenti. E se hai in mente un’idea per una patch da applicare alla tua uniforme, o a qualsiasi altro indumento, puoi richiederci subito di realizzarla. Puoi scegliere tra toppe con testo o toppe con immagine

Ah, 3 cose importanti da sapere:

  1. non c’è l’obbligo di ordine minimo;
  2. la consegna è gratuita;
  3. siamo cinture nere di ricamo su patch! :D