Karate. 3 curiosità + un’idea per il tuo “karate kit”

Sarà che “Karate Kid” è stato un film cult della nostra infanzia, fatto sta che il karate ha sempre esercitato un certo fascino su noi di Stampa Ricamo. Tant’è che realizziamo toppe personalizzate anche per divise da karateka. E dato che siamo soliti informarci sui “mondi” dei nostri clienti, siamo andati alla ricerca di curiosità sul karate, in particolare per quel che riguarda l’abbigliamento.

1. La divisa per il karate non si chiama kimono

Molto spesso ci si riferisce alla divisa per il karate con il termine “kimono” ma, in realtà, sembra che la parola più corretta sia karate-gi. I due capi che compongono l’abito, ossia la giacca e i pantaloni, si chiamano rispettivamente uwagi e zubon. Abbiamo scoperto, poi, che a seconda dello stile praticato alcuni dettagli della divisa cambiano leggermente.

Ci sono differenze anche tra la divisa per i kata (ovvero gli esercizi in cui si simula il combattimento con un avversario immaginario) e quella per il kumite (ossia il combattimento con un avversario):

  • nei kata, il tessuto è più rigido e pesante;
  • nel kumite, la divisa è più leggera affinché i movimenti siano quanto più possibile liberi.

C’è un terzo importantissimo elemento nell’abito del katareka: la cintura. Sapevi che...

2. La cintura nera non è l’ultima cintura

Com’è noto, il colore della cintura ­– che si chiama obi – indica il grado di esperienza dei karateka. Si parte dalla cintura bianca ed esame dopo esame si conquistano la gialla, l’arancione, la verde, la blu e la marrone. Dopo quest’ultima, si ambisce alla cintura nera.

Ora, siamo abituati a pensare che la cintura nera indichi il più alto livello raggiungibile, ma bisogna sapere che ci sono 10 diverse cinture nere corrispondenti ad altrettanti dan, ossia i gradi superiori del karate (i primi cinque si raggiungono tramite esami; dal sesto in poi per meriti). Bene, abbiamo scoperto che alcune federazioni, al raggiungimento del sesto dan, conferiscono la cintura bianco-rossa e al nono dan la cintura rossa.

Adesso portiamo lo sguardo verso i piedi del karateka.

3. Perché il karate si pratica a piedi nudi?

Per il karateka i piedi sono, in un certo senso, altri due occhi. Che cosa significa? Che questa disciplina insegna a utilizzarli quasi fossero degli organi di senso, per “sentire” il suolo e, in questo modo, aumentare il controllo e la precisione dei propri movimenti e spostamenti.

Al di là di queste ragioni che potremmo definire “pratiche”, i piedi nudi sono anche un simbolo di umiltà, che nel karate è una virtù imprescindibile. Il karateka di qualsiasi grado deve restare umile, perché il karate è un percorso di perfezionamento e miglioramento continuo. E, va da sé, chi non è umile non può perfezionarsi.

Mentre conducevamo le nostre ricerche su quest’arte marziale, ci siamo imbattuti nella descrizione del karateka fatta dal sommo Funakoshi. Secondo il maestro, chi pratica il karate deve essere “interiormente umile ed esternamente gentile”.

Come si fa a non essere conquistati da tanta saggezza? Ci è venuta voglia di tatuarcela addosso questa frase, anzi di ricamarla su una toppa! :) A proposito…

4. I karate-gi e le cinture possono essere personalizzate

Te lo abbiamo anticipato all’inizio dell’articolo: qui a Stampa Ricamo realizziamo toppe ricamate per scuole di arti marziali e abbiamo già aiutato molti karateka a personalizzare il proprio kimon… ehm… il proprio karate-gi. ;)

A volte sono i maestri a contattarci perché vogliono che le divise dei loro allievi siano personalizzate con una patch che riporti il logo della palestra o della federazione di appartenenza. Questa è solo una delle tante possibili idee per toppe da applicare su divise e cinture, ma anche su magliette, cappellini o altri capi di abbigliamento. D’altronde – come abbiamo appreso – un karateka resta un karateka anche fuori dal dojo (per chi non lo sapesse, con questo termine si indica il luogo in cui si pratica il karate).

Puoi pensare a una toppa ricamata con uno dei 20 princìpi guida di Funakoshi, col nome del tuo stile, con un termine della filosofia del karate a cui tieni particolarmente. Oppure – perché no? – puoi chiederci il ricamo di un’immagine.

Abbigliamento karate

Insomma, creiamo patch ricamate di qualsiasi tipo, senza imporre un ordine minimo e senza spese di spedizione. Ma restiamo umili. :D Se vorrai provare il nostro servizio, saremo felici di realizzare la toppa che entrerà a far parte del tuo karate kit!

P.S. Gli amanti di “Karate Kid” sappiano che dal 2 maggio 2018, su YouTube Red, va in onda la serie “Cobra Kai” che, dopo più di 30 anni, fa tornare sul tatami Johnny Lawrence e Daniel LaRusso.